Corso Judo

Informazioni aggiuntive

  • Durata: 1 ora
  • Giorni: Martedì-Venerdi

La lezione di Judo inizia con la cerimonia del saluto (Rei)

Martedì e Venerdì dalle 16:30 alle 21:00

Il saluto iniziale, dove allievi e istruttori si sistemano in ordine gerarchico sul tatami crea di fatto una interruzione nelle normali attività quotidiane, invitando tutti i partecipanti ad entrare nel mondo dell'arte marziale.

La lezione inizia con il riscaldamento che dura circa quindici minuti. Il riscaldamento è la parte più importante del Judo: eseguendo alcuni esercizi a corpo libero e di stretching, mirati all'attivazione muscolare e circolatoria, al potenziamento della muscolatura, al miglioramento della resistenza fisica si evitano traumi e lesioni da sforzo. Al termine del riscaldamento si eseguono generalmente serie di "cadute" (ukemi) 

UKEMI (Cadute)

Caduta all’indietro (ushiro ukemi)

Caduta laterale (yoko ukemi)

Caduta facciale (mae ukemi)

aduta rotolata in avanti (mae mawari zempo kaiten ukemi)

L’ Ukemi  è il segreto giapponese per cadere senza farsi male. Una buona caduta permette al Judoka di essere proiettato e controllare il suo atterramento senza problemi. Sia i principianti che i judoka esperti  dedicano molto  tempo  alla pratica delle varie cadute prima di procedere con altre tecniche.

Tecniche di JUDO

Tecniche di mano e di spalla (Te waza)

Tecniche di anca (Koshi waza)

Tecniche di gamba (Ashi waza)

Tecniche di sacrifico in avanti (Mae sutemi waza)

Tecniche di sacrifico sul fianco (Yoko sutemi waza)

Tecniche di sacrifico in avvolgimento (Makikomi waza)

Una parte importante del Judo è il combattimento a terra, detto anche “grappling”. Una volta portato a terra l’avversario con una tecnica di proiezione, il judoka può applicare tre tipi di tecniche dette anche tecniche di controllo:

Tecniche di immobilizzazione (osae komi waza)

Tecniche di leva articolare (kansetsu waza)

Tecniche di strangolamento (shime waza) 

RANDORI

Il Randori è l’esercizio libero del Judo, cioè la messa in pratica delle tecniche imparate. Venne introdotto nel Judo dal maestro fondatore Jigoro Kano ed è il carattere distintivo di questa arte marziale. Permette di praticare le tecniche, in una simulazione di un combattimento reale, con la massima efficacia senza ferire il compagno o dover frenare il colpo. I praticanti, dopo il saluto, lottano tra loro come in uno scontro reale utilizzando tecniche di proiezione e di controllo.

La lezione termina con un breve defaticamento, con stretching o corsa leggera, esercizi di rilassamento e quindi col saluto finale (Rei).